cedrata
It's murder by numbers, one, two, three.
014
In moto, lei mi si sdraia addosso. il suo petto cerca la perfetta aderenza con la mia schiena, mentre le braccia le si allungano curiosamente in avanti, con le mani che usano il mio sottocoscia come un maniglione più eccitante.
così aereodinamica, mi parla nell'orecchio della sua nuova situazione professionale, alzando diligentemente la voce e concentrandosi sugli aspetti più sociologici e logistici della vicenda. io guido piano, mentre elaboro anamnesi e teorie spiazzanti che mi gioco appena mi vengono.
l'aria è sporca e pesante, ogni accellerata mi frusta gli occhi fino a farli lacrimare. penso - su questa moto, con questi caschi e in questa parte della città, siamo perfetti. così dirigo orgoglioso verso il ristorante.
nella trattoria creativa dove ho prenotato, si mangia di merda ma non lo si dice. lei sceglie argomenti più interessanti, che seguo rapito finché decolté e analisti non ci abbassano il livello dello scambio.
la riaccompagno presto a casa, davanti alla quale mi stringe con forza e sorridendo mi dice che mi vuole bene, senza che nessuno l'avesse mai minimamente messo in discussione. il viso le si illumina, mentre mi bacia sulle guance una seconda volta facendo finta di non ricordarsi della prima.
un quarto d'ora dopo arrivo dalla mia ragazza. è stanca e un po' ammalata, così penso che mi renderò utile scopandola. ma non fa tempo a finire Prison Break, che lei sta già dormendo.
013
Fuori da Nobu, dentro il confessionale. è la mia migliore amica a costringermi a parlare. e io le dico tutto: sono anni che non provo più nulla. questa cosa mi angoscia, la odio e non riesco a liberarmene. quindi provo a conviverci. pastorizzo i rapporti finché tutto quello che rimane è una data di scadenza. ma persi i grassi e parte delle proteine, resta poco: solo una dieta stupida, che non mi merito.
012
Quello che davvero mi fa schifo è come tutto ci scivoli via in questo modo. sdraiato sul tuo letto, mentre ti rollo la seconda canna, la tv accesa su qualcosa, il tuo profumo che pervade lo spazio. sono settimane che ci sentiamo a fatica e la cosa mi fa pena.
fra me e te esiste una distanza incalcolabile, trasparente come il niente che riveste tutti i tuoi legami. sei bellissima, pericolosa e superflua. indispensabile mai. se non per certi cocainomani sfigati, un paio di chirurghi di fama e alcuni parenti con la fedina sporca.
così mi molli prima che possa essere io a farlo. mi levi un peso, concordiamo, ridiamo e la serata finisce come mille altre. senza uno scazzo, senza un rancore, senza una debolezza.
ed è quello che volevo. ma senza lasciarmi dietro cadaveri e sensi di colpa, mi manca la misura giusta.
011
Perché mi affanno dietro un'identità che non ho più, dietro a una sostanza che è cambiata e che pure continuo a pensare mia?
mi dici -
tu sei un libertino, quanto mi posso fidare di te?e io che -
no, non è vero, è che mi disegnano così. giuro, non lo faccio per mentire a nessuno tranne che a me stesso.
libertino è una parola che fa ridere, ma il senso è quello. e posso dire quello che voglio, ma i fatti sono fatti. sogno amore, famiglia e valori ma m'impegno solo per l'esatto contrario.
come se fosse più dignitoso vivere nell'instabilità, uccidendo il cuore per poi lagnarsi costantemente del proprio deserto.
010
Cerco di ritrovarmi in mezzo a tutta questa gente. che è tanta, in Piazza Duomo, ma Manu Chao ne ha fatta di più. Ciampi apre alla grande salutando la cara signora Pertini. poi si perde in un discorso passionale, ma disinnescato e istituzionale.
al mio fianco trovo lui e lei, davvero aspirazionali. portano i pochi kg di troppo con disinvoltura, esattamente come i loro abiti firmati. a un certo punto la figlia fa -
papà, chi è quello che parla? e il genitore, colto e iperprotettivo -
come chi è? è Ciampi, quello che ci difende da Berlusconi!via sms mia madre chiede com'è.
anche per quest'anno niente rivoluzione, rispondo.
009
Mi sa che con gli anni mi sto rammollendo troppo. ormai è più il tempo che passo circondato da idioti che altro. eppure la volgarità delle loro panetterie o dei loro ristoranti non mi stomaca più. anzi, la tollero e me ne compiaccio.
son risultati.
e così sono a tavola. alla mia destra c'è una bionda dall'aria vagamente familiare. snasa che è uno spettacolo. ha un bel cappello in testa e un solo, unico singolo di successo alle spalle. poi ci sono un paio di tizi abbronzati e in forma che mi dicono essere ex calciatori. se la tirano come due deficienti, ma solo uno è conteso dalle altre commensali. la prima concorrente c'ha 43 anni e in penombra ne dimostra 20 in meno. scrocca ospitalità e indice botulin-party in camera della mia ragazza. l'altra non lo dice, ma la idolatra. si è rifatta tette e labbra e vuole scoparsi il suo ginecologo di famiglia. finché all'aperitivo mi provoca sulle dimensioni del mio uccello.
alle spalle del nostro tavolo, un televisore è acceso su Scherzi a Parte. prima che risca a farlo spegnere, qualcuno parla dello scherzo fatto a Paola.
l'ho chiamata e mi ha detto che era tutto vero, non era concordato - registro. è un simpatico cinquantenne, un commerciale che passa le sue serate all'Hollywood. racconta aneddoti dove viene preso a sberle davanti alla Ventura, nel locale sardo di Smaila.
intorno, le donne sono tutte bionde e gli uomini tutti leccati. le portate meschine, anche se metà del tavolo chiama il cameriere per nome. a un certo punto qualcuno comincia a dichiarare di annoiarsi e chiede il conto. gli uomini lo pagano e, fuori dal ristorante, ci si disperde tutti in un attimo, quasi con liberazione.
008
Non si può negare l'importanza dei
Marlene Kuntz, a prescindere.
hanno riportato in vita Sonic Youth e CCCP prima che questi risorgessero e scomparissero davvero. hanno dato un'alternativa linguistica a chi voleva ascoltare musica italiana e non cagava i Negrita. hanno cercato soprattutto di essere sufficientemente originali, spesso superandosi.
11 anni dopo
Catartica, mi trovo a pensare le stesse cose.
ma anche che
Godano già da tempo ha avuto paura. si è scoperto troppo nudo di fronte a tutti e ha cominciato a nascondersi. dietro una più confortevole disarmonia. dietro un sempre rispettato radicalismo melodico. dietro l'onorevole immagine di un Nick Cave all'incontrario: quella di un intellettuale sì sudato, ma di maniera.
Bianco Sporco è l'ennesimo, piccolo miracolo discografico dei
Marlene.
ma è troppo Bianco e poco Sporco. e io non mi scaldo.
Leggo
Ricordo
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