cedrata
It's murder by numbers, one, two, three.
015
Quattro anni dopo. ho dissipato tutto quello che avevo e che credevo dovuto. ho sprecato anni e soprattutto talento. ho fatto a pezzi quello che rimaneva della mia vita, cambiato casa, marginalizzato la mia professione, la mia posizione sociale, il mio domicilio.
solo i sogni sono sopravvissuti e questo è il problema più grande.
ma con tutto il veleno che porto dentro, spero sia solo questione di tempo.
mi sento solo.
014
In moto, lei mi si sdraia addosso. il suo petto cerca la perfetta aderenza con la mia schiena, mentre le braccia le si allungano curiosamente in avanti, con le mani che si aggrappano al mio sottocoscia.
così aereodinamica, mi parla nell'orecchio della sua nuova situazione professionale, alzando diligentemente la voce e concentrandosi sugli aspetti più sociologici e logistici della vicenda. io guido piano, mentre elaboro anamnesi e teorie spiazzanti che mi gioco appena mi vengono. l'aria è sporca e pesante, ogni accellerata mi frusta gli occhi fino a farli lacrimare. ma su questa moto, con questi caschi e in questa parte della città - penso - siamo perfetti.
nella trattoria creativa dove ho prenotato, si mangia di merda ma non lo si dice. lei sceglie argomenti più interessanti del lavoro, che seguo rapito finché decolté e analisti non ci abbassano il livello dello scambio.
la riaccompagno presto a casa, davanti alla quale mi stringe con forza e sorridendo mi dice che mi vuole bene, senza che nessuno l'avesse mai minimamente messo in discussione. il viso le si illumina mentre mi bacia sulle guance una seconda volta, facendo finta di non ricordarsi della prima.
un quarto d'ora dopo arrivo dalla mia ragazza. è stanca e un po' ammalata, così penso che mi renderò utile scopandola. ma non fa tempo a finire Prison Break che lei sta già dormendo.
013
Fuori da Nobu, dentro il confessionale. è la mia migliore amica a costringermi a parlare. e io le dico tutto: sono anni che non provo più nulla. questa cosa mi angoscia, la odio e non riesco a liberarmene. quindi provo a conviverci. pastorizzo i rapporti finché tutto quello che rimane è una data di scadenza. ma persi i grassi e parte delle proteine, resta poco: solo una dieta stupida, che non mi merito.
012
Quello che davvero mi fa schifo è come tutto ci scivoli via in questo modo. sdraiato sul tuo letto, mentre ti rollo la seconda canna, la tv accesa su qualcosa, il tuo profumo che pervade lo spazio. sono settimane che ci sentiamo a fatica e la cosa mi fa pena.
fra me e te esiste una distanza incalcolabile, trasparente come il niente che riveste tutti i tuoi legami. sei bellissima, pericolosa e superflua. indispensabile mai. se non per certi cocainomani sfigati, un paio di chirurghi di fama e alcuni parenti con la fedina sporca.
così mi molli prima che possa essere io a farlo. mi levi un peso, concordiamo, ridiamo e la serata finisce come mille altre. senza uno scazzo, senza un rancore, senza una debolezza.
ed è quello che volevo. ma senza lasciarmi dietro cadaveri e sensi di colpa, mi manca la misura giusta.
011
Perché mi affanno dietro un'identità che non ho più, dietro a una sostanza che è cambiata e che pure continuo a pensare mia?
mi dici -
tu sei un libertino, quanto mi posso fidare di te?e io che -
no, non è vero, è che mi disegnano così. giuro, non lo faccio per mentire a nessuno tranne che a me stesso.
libertino è una parola che fa ridere, ma il senso è quello. e posso dire quello che voglio, ma i fatti sono fatti. sogno amore, famiglia e valori ma m'impegno solo per l'esatto contrario.
come se fosse più dignitoso vivere nell'instabilità, uccidendo il cuore per poi lagnarsi costantemente del proprio deserto.
010
Cerco di ritrovarmi in mezzo a tutta questa gente. che è tanta, in Piazza Duomo, ma
Manu Chao ne ha fatta di più.
Ciampi apre alla grande salutando la cara signora
Pertini. poi si perde in un discorso passionale, ma disinnescato e istituzionale.
al mio fianco trovo lui e lei, davvero aspirazionali. portano i pochi kg di troppo con disinvoltura, esattamente come i loro abiti firmati. a un certo punto la figlia fa -
papà, chi è quello che parla? e il genitore, colto e iperprotettivo -
come chi è? è Ciampi, quello che ci difende da Berlusconi!via sms mia madre chiede com'è.
anche per quest'anno niente rivoluzione, rispondo.
009
Mi sa che con gli anni mi sto rammollendo troppo. ormai è più il tempo che passo circondato da idioti che altro. eppure la volgarità delle loro panetterie o dei loro ristoranti non mi stomaca più. anzi, la tollero e me ne compiaccio.
son risultati.
e così sono a tavola. alla mia destra c'è una bionda dall'aria vagamente familiare. snasa che è uno spettacolo. ha un bel cappello in testa e un solo, unico singolo di successo alle spalle. poi ci sono un paio di tizi abbronzati e in forma che mi dicono essere ex calciatori. se la tirano come due deficienti, ma solo uno è conteso dalle altre commensali. la prima concorrente c'ha 43 anni e in penombra ne dimostra 20 in meno. scrocca ospitalità e indice botulin-party in camera della mia ragazza. l'altra non lo dice, ma la idolatra. si è rifatta tette e labbra e vuole scoparsi il suo ginecologo di famiglia. finché all'aperitivo mi provoca sulle dimensioni del mio uccello.
alle spalle del nostro tavolo, un televisore è acceso su Scherzi a Parte. prima che risca a farlo spegnere, qualcuno parla dello scherzo fatto alla
Barale.
l'ho chiamata e mi ha detto che era tutto vero - registro. è un simpatico cinquantenne, un commerciale che passa le sue serate all'Hollywood. prima, raccontava aneddoti dove viene preso a sberle davanti alla
Ventura, nel locale sardo di
Smaila.
intorno, le donne sono tutte bionde e gli uomini tutti leccati. le portate sono meschine, anche se metà del tavolo chiama il cameriere per nome. a un certo punto qualcuno comincia a dichiarare di annoiarsi e chiede il conto. gli uomini lo pagano e, fuori dal ristorante, ci si disperde tutti in un attimo, quasi con liberazione.
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