La situazione si è un po’ chiarita e di molto complicata. chiarita nel senso che lei è coinvolta. complicata nel senso che siamo troppo moralisti per viverci qualcosa serenamente con un fidanzato di mezzo. inoltre i miei sentimenti sembrano piallati as usual. l’avevo avvertita fin da subito di essere uno sfigato di anafettivo, ma l’alibi non dà sollievo comunque. anzi.
così abbiamo rubato qualche ora, fra un aperitivo affollato e una casa semi sconosciuta. baci e coccole ad intensità variabile, in quell’interstizio fra colpa e passione che non possiamo ancora chiudere del tutto.
mi ricordo il suo profumo, il close-up del viso, le lentiggini e la bocca perfetta.
e quella netta sensazione di disastro incombente.
Questa mi uccide. è troppo bella, troppo giovane, troppo instabile. non so cosa voglio da lei e non so cosa lei voglia da me. io me la caverei con qualche scopata di tanto in tanto. almeno, credo. lei è già impegnata. il suo tipo ha una Bmw e un grazioso appartamento da queste parti. la soluzione sarebbe perfetta. sapessi solo da dove cominciare.
ho una tendenza maniacale all’adorazione. degli altri per me. faccio poco o niente per procurarmela. ma m’incazzo se non mi viene data. è un fatto fisiologico. se ti cago, mi devi strisciare ai piedi. anche se non voglio niente di speciale. o peggio ancora, anche se voglio molto meno di quanto pensi.
poi è un dramma. sensi di colpa che mi distruggono, manco avessi sganciato una bomba su Falluja. a volte me le porto a letto e non mi tira. a volte me le porto a letto e le inchiodo. così, random. non voglio coinvolgimenti ma non posso che coinvolgerle. eppure, in fondo, è la poesia che cerco. perché mi manca sempre, perché mi manca troppo.
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